| Valutazione dei portali turistici delle destinazioni |
| Nella valutazione dei siti web si dà ancora molta importanza agli aspetti legati all’impatto visivo, soprattutto la prima impressione, e quindi si valuta la grafica e i colori o la scelta delle immagini e dei caratteri, si considera la chiarezza e la sinteticità dei testi e si misura la semplicità con cui si può passare dalla home page alle diverse sezioni o spostarsi tra queste senza dover superare i 3 click considerati accettabili anche dal navigatore più frettoloso, con il menu di navigazione che consenta sempre di orientarsi durante il percorso |
È dunque ancora il criterio dell’utilizzabilità (amichevole) a prevalere nelle valutazioni, sebbene da qualche tempo vadano assumendo maggior rilievo la multimedialità dei testi e, soprattutto, l’impiego di strumenti del Web 2.0 che permettono all’utente di chiedere maggiori informazioni, inviare e-mail, condividere i contenuti nei social network, commentare, partecipare a dibattiti, giochi interattivi o a concorsi, effettuare visite o tour virtuali, fare prenotazioni e acquisti (valutando anche la possibilità di finanziamenti), ed altre possibilità operative e interattive permesse. |
Recentemente uno strumento di valutazione specifico dei portali turistici di destinazione è stato messo a punto dalla IULM che si è posto l’obbiettivo di comparare il posizionamento di portali turistici italiani con quelli degli altri paesi (turisticamente leader o emergenti) per fornire, alle imprese e alle istituzioni impegnate nella promozione, elementi di conoscenza e di analisi che possono essere utili per migliorare la competitività dell’offerta italiana anche attraverso l’utilizzazione del web. La ricerca, commissionata da Confturismo – cui aderiscono le imprese turistiche della Confcommercio – è stata effettuata selezionando un set di indicatori strutturati sulla base di quattro prospettive di analisi e ha consentito di rilevare le strategie messe in atto dai principali portali turistici di diversi paesi, regioni, aree turistiche omogenee e grandi centri urbani di tutto il mondo. |
| Quelli del WTM sono come il prezzemolo. Sono dappertutto! |
Nasceva il progetto collaborativo WTM e con esso il magazine, un aggregatore di post in pdf dei maggiori esperti italiano di web marketing turistico. |
Ultimamente si parla molto di geolocation e quindi di Foursquare e Gowalla. Con questo grafico scopriamo di cosa si tratta. |
Diciamo che la geolocalizzazione, Geolocation, è l’elemento che completa la condivisione attraverso i socialnetwork. Infatti noi tutti sui social network che frequentiamo di più usiamo condividere immagini, foto che ci piacciono particolarmente, musica e anche informazioni. Ebbene con applicazioni di geolocalizzazione, come appunto Gowalla o Foursquare, possiamo condividere un posto particolare condividendo coi nostri amici anche la posizione precisa del luogo, sia esso un cinema, un ristorante, un albergo, in modo tale che anche altri possano approfittarne e quindi avere maggiori informazioni. Tutto questo sfruttando il nostro cellulare, uno smartphone ci come ce ne sono oggi sul mercato. Infatti Forusquare ha il suo naturale sviluppo proprio attraverso la condivisione dallo smartphone. Simpatico poi il modo di condividere proprio di Forusquare che in sostanza si può tradurre in “più viaggio e più punti si possono ottenere”, perchè per ogni posto segnalato si ottengono dei punti, chi poi visita più spesso lo stesso luogo ne doventa il “sindaco”, il Mayor.
Negli Usa molto interessate a questo tipo di servizio sono le attività commerciale, che utilizzando ad esempio Foursquare, pubblicizzano le proprie offerte offrendo promozioni speciali a chi riceve il messaggio. Il cliente è riconosciuto perchè la sua localizzazione non è inventata ma reale quindi i negozi possono conoscere finalmente chi sono i consumatori, dare loro un nome e un cognome, sapere la loro età e tutto il resto. Foursquare diventa cosi una nuova fonte di marketing promossa tramite il passaparola delle persone che si muovono di più.
Fatta questa doverosa premessa, veniamo alla “guerra” in atto proprio tra Gowalla e Foursquare. Viralheat, un sito di social analytics, ha condotto di recente un’analisi proprio si questi due siti di geolocation. Dai dati raccolti quello che ha ottenuto più segnalazioni su Google Buzz, Facebook, Twitter e altri con 38 mila contatti. Mentre Gowalla ha ottenuto molto meno contatti con picchi chehanno toccato gli 8 mila.
Da quel che sembra, Foursquare al momento vince questa guerra. Al momento nel nostro paese non sono molto diffusi, ma Foursquare conta nel nostro paese un bel numero di iscritti, me compreso, anche se non l’ho ancora utilizzato come si deve. E voi? Quale scegliete?

(via mashable) Read more at www.franzrusso.it |
| Stiamo vivendo un periodo di transizione. Il vecchio agonizza ma il nuovo non si afferma ancora del tutto nella percezione generale. Si generano, così, a ragione o a torto, diverse categorie di “pensatori”. |
Gli “ibridi virtuosi” i quali hanno, abbastanza chiaro, come potrebbe essere un sito nei prossimi anni ma sono consapevoli che un sito fatto oggi debba rispondere all’esigenze di un’utenza varia, con una percezione differita, ritardata e anche scettica sull’evoluzione sociale e partecipativa della rete. |
| Costoro vedono il sito internet di un hotel nel rispetto dei fondamentali classici che impongono massima attenzione a tre aspetti: CMS – Contenuti – Booking Engine. |
| Importante è il rispetto della storia di un hotel. Troppe volte si confonde il contenuto con il contenitore. Si dimentica che il contenuto deve essere un portatore sano del messaggio, dell’identità aziendale, di una professionalità che si è costruita nel tempo. |
Questo patrimonio di professionalità e reputazione non deve essere sacrificato sull’altare del contenitore. I contenuti sono importanti se rispettano e veicolano, nei vari contesti e con il linguaggio adeguato, i valori di una struttura ricettiva. Read more at www.antoniomaresca.com |
| La reputazione on line di una struttura alberghiera |
| Commenti, recensioni, valutazioni, graduatorie, punteggi e classifiche varie, rappresentano la gioia e, spesso, il dolore per gli albergatori. |
| Volevo soffermarmi sulla variabilità della reputazione in funzione di un aspetto: il prezzo. |
| Se fate caso alle valutazioni presenti sui maggiori portali intermediari vi accorgerete che, nella fascia medio-alta, la reputazione accusa una decisa criticità in riferimento al rapporto qualità-prezzo. |
| Non è il livello del servizio o lo standard di ospitalità della struttura ad essere premiato ma il…prezzo. |
| Questa, purtroppo, la cultura che sta imponendosi. Una grossa mano a questo tipo di comunicazione e di condizionamento la stanno dando i principali intermediari on line il cui unico scopo è vendere, non differenziare l’offerta in relazione all’unicità proposta. |
Un vecchio bunker nucleare svizzero riconvertito in un Hotel. Un albergo, indubbiamente, spartano, economico, originale, insomma un Hotel a Zero Stelle! | Non c’è limite alla fantasia ed alla creatività. Mi sono imbattutto, per caso, nel sito dell’unico |
Un hotel, indubbiamente, privo di ogni confort: |
| cuccette in stile militare; |
| boule di acqua calda per sopperire alla mancanza di riscaldamento; |
| tappi per le orecchie per attutire il rumore degli areatori [le camere, ovviamente non hanno finestre]; |
| acqua calda per la doccia non assicurata. Chi prima arriva ne dispone.
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| Tutto questo con una decina di euro a notte…vuoi vedere che la crisi si batte anche così? |
Thought: [Postweet] in alcuni casi ROI significa Ritorno sull'Investimento. In molti altri casi, invece, significa Ritorno sull'Ignoranza
In ambito turistico, ed in particolare in quello alberghiero, si fatica a far assumere una figura dedicata alla gestione della presenza web. Un H.I.S. - Hotel Internet Specialist - in “affitto” potrebbe essere una soluzione? | E’ un mondo difficile, quello del web marketing |
| aumento del gap tra la competenza necessaria per muovere le leve del marketing on line e la competenza realmente presente in azienda |
| Non c’è ovviamente da stupirsi se molte delle aziende italiane non hanno ancora al proprio interno una cultura di marketing digitale, e nemmeno c’è da arrendersi di fronte ad un problema che ormai da troppo tempo affligge le nostre imprese, c’è semplicemente da prenderne atto. Mi chiedo, con una provocazione, se sia possibile appaltare la figura dell’on line marketing manager. |
| A mio avviso ha senso integrare una figura di temporary manager in maniera diversa rispetto alla consulenza, si tratta di un esperto che in questa condizione può seguire pochissimi clienti perchè per un certo periodo (6-8 mesi?) si dedica quasi in toto all’aziendaRead more at marketingarena.it |
| Rieccomi dopo un periodo di assenza dovuto a vari impegni lavorativi. In questi ultimi giorni ho avuto modo di concentrare la mia attenzione sul CMS (Content Management System) e sul ruolo del consulente di web marketing per costruire un sito web che permetta di realizzare un’alberatura dei contenuti utili: |
| ai visitatori nel reperire le informazioni ricercate in tempi rapidi e compiere veloci azioni
ai vari “spider” dei motori di ricerca di leggere e archiviare le informazioni con una sequenza semantica tra contenuto descrittivo e contenuto tematico
ai redattori di avere uno strumento semplice e duttile che faciliti la costruzione di pagine e la loro corretta localizzazione interna |
Morale della favola: chi più spende meno spende!
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| bisogna accompagnare il progetto dall’inizio fino alla fine facendosi consigliare non solo dalla società ma da un consulente di web marketing esperto nel settore di competenza del progetto.Read more at www.semseo.it |
Mirko Lalli ci invita a misurare le attività sui Social Media
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